A Place To Bury Strangers @ Circolo Magnolia [Milano, 3/Dicembre/2009]

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Oggi per raggiungere il Magnolia mi devo dannare l’anima e quando ci arrivo sono già devastato e bagnato come un cane. Una pulitina agli occhiali e riacquisto il dono della vista. Sul palco ci sono già gli Hyp Hykers, quartetto di Novara formato da ex Hot Gossip, Tastiera e Minivip. Come al solito la gente arriva tardi e quindi si trovano a suonare davanti ad uno sparuto pubblico. Piglio lo-fi con un buon senso melodico. Nei quindici minuti che vedo mi ricordano un po’ gli Strokes ed è già qualcosa. Seguono i Dance For Burgess che in un colpo solo si ritrovano senza batterista ed un chitarrista. Fortunatamente in brevissimo tempo il Magnolia si riempie per bene, a dimostrazione che di fan ne rimangono parecchi. Che dire, anche con una drum machine sono validissimi. Concerto allo stesso tempo potente, ballabile ed oscuro. Tra Jesus And Mary Chain, Joy Division e Cure. Se non si perdono potrebbero sicuramente togliersi delle belle soddisfazioni. I Gringo Star sono di Atlanta e si sono scelti un nome orribile. Anche musicalmente non mi dicono nulla, un garage rock rurale che in tre canzoni mi spinge fuori a prendere una boccata d’aria.  A parer mio trascurabili. Eppure suonano un sacco.

Quando rientro c’è il buio più totale ed una cappa di fumo artificiale impressionante. Non trovo una postazione decente e quindi deduco che l’affluenza di pubblico è ottima. L’esibizione dello scorso anno allo Zoe fu spettacolare e chiariva, se ce ne fosse bisogno, il motivo per cui gli A Place To Bury Strangers vengono considerati “the loudest band in NY“. Il recente ‘Exploding Head’, come rivela chiaramente il titolo, non cambia certamente le carte in tavola ma concede all’ascoltatore un po’ di respiro in più, oltre a candidarsi tra i migliori dischi targati 2009. L’ottima affluenza, anche se in un locale dalle dimensioni ridotte, dimostra che la band inizia a farsi conoscere anche dalle nostre parti. Purtroppo l’esibizione di stasera mi lascia con l’amaro in bocca. La band non si è praticamente vista, dalla zona mixer vengono proiettate delle luci che avrebbero un senso solo con uno schermo che però non è presente. Sono perplesso ed anche un po’ scoglionato. Ok che ad un concerto si va prevalentemente per la musica, però non farsi proprio vedere mi sembra eccessivo. E non bastano i pur ottimi muri di feedback alla Jesus And Mary Chain per mettermi il cuore in pace. Rispetto all’anno scorso è mancata la componente umana, fattore che magari non cambia il valore della musica ma sicuramente cambia il giudizio complessivo di un live. Peccato.

Chris Bamert

1 COMMENT

  1. Ho assistito anch’io al concerto degli A PLACE TO BURY STRANGERS al Magnolia.
    Sono partito da una città molto lontana (quale non frega a nessuno) solo per sentirli.
    Tu dici che è mancata la componente umana, io aggiungo…CHISSENEFREGA, quello stordimento da fumo artificiale e feedback ha reso unico il concerto!
    Salut!

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