A day with Perfume Genius

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La scorsa settimana ho incontrato Perfume Genius al Monk di Roma (live report) e ne ho approfittato per fargli qualche domanda prima dell’ultimo concerto estivo in Italia. Non appena le sue unghie rosse da vecchia signora hanno recuperato la sigaretta elettronica, tra un tiro e l’altro, il genio del profumo si è gentilmente prestato a rispondere alle mie domande. Di seguito quanto è emerso dalla nostra chiacchierata, buona lettura.

La primissima cosa che voglio sapere di te è qual è il tuo profumo o odore preferito e quale invece non sopporti.

Mi piace l’odore del cuoio ma mischiato a fragranze femminili come il profumo dei fiori. Mi piace molto anche l’odore del rosmarino mentre mi fa proprio schifo quello del buco del culo.

Hai dichiarato di essere piuttosto perfezionista nella scelta delle parole dei tuoi testi, qual è la parola chiave di Too Bright?

Non saprei se è davvero la parola chiave ma quella che dico più spesso è “body”. Non me ne ero reso conto finché non ho ascoltato l’album per intero.

Scegli invece tre parole per descriverti.

Be’ direi instabile, compassionevole e psichico.

In “Longpig” cosa intendi dire con “we buried a meal for mama” (abbiamo seppellito un pasto per mamma)?

Quella canzone non è autobiografica, è una storia che avevo voglia di raccontare. Pensavo a un mondo futuro, dove il genere maschile potrebbe essere totalmente inutile, sia ai fini della procreazione sia per qualunque altra cosa. Gli uomini sarebbero quindi utilizzati come fertilizzante per nutrire un grande albero. Avevo un’idea nitida di questo villaggio femminile con le guardie intorno e un albero gigante al centro della città.

La canzone “I’m a Mother” deriva da un bisogno impossibile di maternità?

Direi di sì, sai il mio compagno vorrebbe dei bambini. Io non ci avevo mai pensato seriamente prima ma adesso che siamo insieme da un bel po’ e avrei l’età giusta per farlo, lo sto prendendo in considerazione. Ho pensato alle difficoltà di non poter avere un bambino nel modo più tradizionale possibile. Intendo dire che sì, potremmo avere bambini ma sarebbe leggermente più complicato. A dire il vero ci ho pensato molto ultimamente, chiedendomi se abbia effettivamente bisogno di un’altra persona per avere dei figli o se invece dovrei averne per conto mio. Be’ direi che è quasi fantascienza, come altre storie che racconto.

Il rapporto con tua madre è qualcosa da cui trai ispirazione?

Sì, moltissimo.

Che tipo di rapporto avete?

Direi positivo. Come ogni ragazzino, crescendo mi ci sono scontrato molto. Entrambi avevamo i nostri problemi ma ci siamo supportati a vicenda, anche se non siamo stati sempre bravi a farlo. Adesso viviamo insieme, io e il mio ragazzo ci siamo trasferiti da lei. Sai, siamo sempre in giro e non ha molto senso pagare l’affitto per pochi giorni l’anno. È bello ritrovarsi con lei e vederla come una persona adulta, non più soltanto come un genitore.

Da bambino qual era il tuo costume preferito per Halloween?

Una volta mi mascherai da clown ma in generale mi piacevano cose più spinte, come ferite aperte in volto ecc… non avevo un vero e proprio personaggio di riferimento. Una volta provai a fare del vomito finito su una camicia, utilizzai aceto e senape. Il mio intento era di creare qualcosa ma il risultato era semplicemente disgustoso e aveva un odore orribile.

Immagina di essere di essere di nuovo adolescente e di ascoltare Too Bright in cuffia mentre torni da scuola, come pensi reagiresti?

Spero riuscirebbe a farmi sentire meno solo, come riusciva a farmi sentire la musica che ascoltavo in quei momenti. Spero mi farebbe sentire meno solo in mezzo alla gente e più sicuro riguardo alla mia sessualità e alle mie emozioni. All’epoca non ero molto consapevole del mio potere. Anche se non ho risolto tutti questi problemi, ciò non significa che il mio lavoro non possa trasmettere forza. Credo sia possibile avere forza e debolezza in egual misura.

Si parla molto del coming out di Caitlyn Jenner, pensi sia importante farlo oppure dovremmo fregarcene degli interventi di riassegnazione del sesso altrui?

Penso sia importante avere persone famose che parlano di questi argomenti ma ciò non esclude tutte le complicazioni del caso. In giro continuano a manifestarsi ondate di atrocità e persistono problemi che non vengono menzionati quando si parla di Caitlyn Jenner. È difficile quando ci sono così poche persone in cui identificarsi, perché gli si chiede di rappresentare tutti e di esprimersi alla perfezione su qualunque cosa.

Recentemente il governo italiano ha approvato un emendamento che prevede l’insegnamento della parità di genere in tutti gli istituti scolastici. Questa decisione è stata fortemente contrastata dal capo della Conferenza Episcopale Italiana (il card. Bagnasco), c’è qualcosa che vorresti dirgli?

Non capisco perché dovrebbe opporsi, è davvero bizzarro. Piuttosto scioccante direi. Per me non ha alcun senso – se la ride di gusto.

Hai fatto spesso cover di Madonna, ti senti rappresentato da lei?

Non saprei, forse mi ci identificavo di più qualche anno fa; quando la mia sessualità era un segreto per me e la ascoltavo esprimersi così apertamente e impenitente a riguardo. Per certi versi la trovavo fighissima e fortissima. Credo sia per questo che molti uomini gay si rispecchino in lei, perché lo fa in maniera autentica. È come se avesse un potere che noi non pensiamo di avere o forse perché esprime qualcosa che per noi, crescendo, è stato motivo d’imbarazzo mentre lei non ha alcuna vergogna.

Qualche giorno fa è uscito il video di “Bitch I’m Madonna”, dopo “Bad Blood” di Taylor Swift sembra che ospitare altre star nei propri video stia facendo tendenza. Tu chi vorresti nel prossimo che girerai?

Vorrei avere una congrega di streghe VIP, capitanata da Patti Smith (N.B. soltanto se fosse a suo agio con l’idea, eviterei forzature).

Mi sembra giusto. Vuoi dirci con quale canzone sei in fissa al momento?

Sto ascoltando molto “Bitch Better Have My Money” di Rihanna. Vorrei che qualcuno mi dovesse dei soldi per poterla cantare, mi identifico molto con quella canzone. In questi giorni ho riscoperto anche “I Believe You” dei Talk Talk, è molto bella.

Hai già del materiale per il prossimo album?

No, non ho avuto tempo. Ci ho pensato durante il tour ma in pratica non abbiamo giorni di riposo e a me servirebbe almeno una giornata libera e in solitudine per comporre. Scrivo la musica al piano forte, motivo in più per cui è difficile scrivere in viaggio e mettici che questo tour è stato abbastanza lungo. Preferisco starmene per conto mio in un posto solitario. Sono molto drammatico. Devo inscenare un dramma e lavorare su me stesso finché non mi viene una febbre o qualcosa del genere.

Puoi dirci da cosa sei ispirato in questo momento e quale direzione artistica ti piacerebbe seguire (senza farti venire una febbre)?

Sì, ho ascoltato un sacco di cori bulgari femminili, poi i Cocteau Twins e i Dead Can Dance, prevalentemente cose vocali prive di parole, tipo dei cori. Ho sempre voluto fare musica di quel genere, far suonare sia all’unisono sia mischiato a voci di altre persone, una parte o tutto il mio spettro vocale. Mi piacerebbe sperimentare maggiormente le melodie vocali.

Quale brano di Too Bright ti diverte di più suonare dal vivo?

Mi piace cantare “Fool” perché c’è una parte, verso la metà della canzone, che non avrei mai creduto di riuscire a fare ogni notte. La voce sale sempre di più ma in un modo o nell’altro ci riesco sempre e ogni volta sono molto soddisfatto di me stesso. Ho il terrore che succeda un po’ come in quegli incubi dove vorresti urlare ma dalla bocca non esce alcun suono. Mi diverto molto anche a fare la cover di “Body’s in Trouble” di Mary Margareth O’Hara. L’ho adattata un po’ come fosse la mia canzone più nuova.

Intervista raccolta da Nicco Low

Nella foto un rarissimo Perfume Genius non photoshoppato, che è comunque venuto meglio del tipo che lo ha intervistato (aka il tizio a sinistra).

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