2016, il linguaggio segreto del deserto

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È Il 5 marzo quando l’ottavo album dei Dali’s Llama, vede la luce. Prodotto da Scott Reeder nel suo ranch californiano, “Dying In The Sun” è un concentrato di psiched/fuzzed/hard riffing come da tradizione. Questa piccola entità di Palm Springs rispettata e seguita tra i confini locali, mantiene costante il livello delle proprie uscite senza eccellere ne deludere, regalando di tanto in tanto qualche gemma grezza agli amanti delle sonorità hard, “bruja-ha” ce lo testimonia.

Pochi giorni dopo sono gli ZUN a pubblicare un esordio con sonorità morbide e avvolgenti per la label specializzata Small Stone. Prendono parte alle registrazioni di questo side project Gary Arce, Mario Lalli, Bill Stinson, Harper Hug e Robby Krieger, si proprio quel Krieger. Al microfono si alternano equamente Sera Timms e John Garcia, ed è proprio con l’ex KYUSS che il progetto decolla e le jam si fanno più convincenti.

Sempre in marzo esce “Mad Marco” degli AVON un power trio che suona un hard settantiano stracolmo di riff aggressivi e melodie orecchiabili in un crescendo di violenza che ha il suo culmine nei serratissimi riff di “Smash em Down”, una vera delizia per uno della vecchia guardia come me. È il britannico James Childs alla chitarra (già attivo in vari gruppi dalle sonorità simili) a guidare la band che si completa con Charles Passarell e Alfredo Hernandez (ACROSS THE RIVER, KYUSS, QOTSA, CHE). Nella speranza che questa ottima formazione trovi un minimo di fortuna, vi invitiamo a seguirli nelle imminenti date italiane.

Di “Pop post Depression” avrete sicuramente sentito parlare, anche questo lavoro esce in marzo. Qui è Josh Homme a guidare Iggy, lo porta nel deserto nel familiare Rancho de la Luna dove registrano assieme nove brani non sempre riusciti, ma il lavoro ha una grande rilevanza tra i media e diventerà il primo album di Iggy Pop a raggiungere il primo posto nella classifica di Billboard!

La rivista specializzata MOJO approfitta dell’occasione per far uscire il numero di aprile proprio con HOMME e POP in copertina, nel cd allegato troviamo tra gli altri, Masters of Reality, Desert Sessions, Fatso Jetson e Mojave Lords, un tributo al deserto più torrido a tiratura mondiale.

Sono invece gli amici della Go Down Records a pubblicare negli stessi giorni “Live at Maximum Festival” degli YAWNING MAN, in gustoso vinile e canonico CD, testimonianza del loro passaggio in Italia del 2013.

Sempre in questo periodo fervono i preparativi per il lancio di due pellicole fenomenali, “LO SOUND DESERT” del berlinese Jorg Steineck e “DESERT AGE” diretto da Jason Pine. Queste due opere frutto di anni di registrazioni, interviste e ripensamenti, raccontano la storia della musica del deserto della California, dalle origini dei primi anni ottanta fino ai giorni nostri. Entrambe disponibili per l’acquisto in download, sono una fantastica testimonianza di una scena musicale che pur non essendo conosciuta ai più, ha avuto un enorme impatto a livello mondiale. Giustamente premiate in festival cinematografici, sono un MUST per ogni fan di musica rock.

Il duo (BIG)PIG apre l’estate del 2016 con “Grande Puerco”, prodotto da Toshi Kasai (Melvins), questo debutto per Dino Von Lalli, figlio del “Godfather” Mario, racchiude in dieci brani la rabbia giovanile di un ventenne cresciuto osservando in prima persona l’evoluzione della musica del deserto facendone bagaglio proprio.

Agosto, tempo di vacanze, non per gli YAWNING MAN che pubblicano il terzo capitolo in studio, “Historical Graffiti” registrato a Buenos Aires nel leggendario studio ION durante il tour sudamericano del 2015, è il classico esempio di come questi musicisti sappiano cambiare pelle e rendere speciali le registrazioni alle quali partecipano. Il punto è proprio questo, quando si parla di Desert Rock si, si immagina musica cruda figlia del blues, del punk e della psichedelia, ma non è sempre così, si ha la necessità di avere un sound unico, si ha voglia di essere liberi di esprimersi senza dover compiacere pubblico o casa discografica. Si suona per se stessi per accrescere il proprio bagaglio e fare nuove esperienze. Qui troviamo le contaminazioni latine di due famosi artisti di TANGO che regalano violino e fisarmonica al collaudato tessuto sonoro del terzetto di LA Quinta, il tutto confezionato dal bellissimo dipinto dell’artista porteña Yasmin Lamerain.

Non si fa in tempo ad assimilare questo nuovo album che Brant Bjork ci regala un assaggio del nuovo album “Tao of the Devil” in uscita il 30 settembre.

Ma la calma dura solo qualche ora perché la sequenza di uscite del genere non si ferma, i MONDO GENERATOR guidati da Nick Oliveri si apprestano ad uscire (23 settembre) per l’attivissima label romana Heavy Psych Sounds con un antologico, ed è sempre la Heavy Psych Sounds ad accaparrarsi i diritti per l’uscita dopo sei anni dall’ultimo “Archaic Volumes”, del nuovo album dei FATSO JETSON.

Dopo un periodo difficile dovuto alla perdita del padre, Mario chiama a se il vecchio amico Sean Wheeler (Throw Rag, Sean Wheeler & Zander Schloss) per collaborare alla lavorazione di “Idle Hands”. L’album, registrato neanche a dirlo presso “Il Rancho”, contiene undici tracce dalle molteplici sfaccettature, e oltre alla voce dell’eccentrico Wheeler, vede, sempre al microfono, anche la figlia di Mario, Olive Zoe Lalli. I più fedeli possono acquistare due brani in anteprima su Bandcamp.

Sempre i FATSO JETSON sono protagonisti in un nuovo progetto in uscita i primi di ottobre per la Subsound Records.

HIFIKLUB vs. FATSO JETSON feat. GARY ARCE registrato in Francia su invito della collettiva HIFIKLUB contiene sette tracce di jams ed improvvisazione di cui potete avere un assaggio in questo bellissimo video.

Sarà invece pubblicato il 14 ottobre il terzo capitolo dei TEN EAST, il gruppo californiano, ora in formazione totalmente cambiata rispetto al precedente “The Robot’s Guide to Freedom”, vede comunque Gary Arce e Bill Stinson dettare i ritmi e mantenere la continuità sonora alla quale ci hanno abituato.

Dell’imminente disco acustico di John Garcia non si hanno ancora notizie, mentre è già ordinabile una costosa ristampa del classico “Deep in the hole” dei MASTERS OF REALITY.

Altra ristampa particolarmente attraente è l’EP degli YAWNING MANPot Head” con copertina interamente realizzata a mano e acquistabile (purtroppo) solo al banchetto durante il tour europeo in scena proprio in questi giorni con due date anche in italia.

A completare questa valanga di uscite desertiche in attesa del live d’epoca in vinile degli Across the River, Scott Reeder sta lavorando al restauro del nastro, i californiani FU MANCHU rilasciano un 45 colorato da collezione con un brano inedito e la cover del classico dei FOGHAT “Slow ride”. Bellissima la copertina che riprende copiandola totalmente quella di “Foghat Live” del 1977.

Da segnalare anche la partecipazione di Mario Lalli in una traccia del progetto Dumb Numbers e l’imminente uscita di un EP per gli ALL SOULS alternative rock band di Los Angeles che vede Tony Tornay dei Fatso Jetson alla batteria.

In attesa delle date italiane di Nick Oliveri, Avon, Yawning Man e Fatso Jetson, anche i KYUSS, band da culto del movimento con un fanbase in continua crescita, pubblicano le ristampe in vinile colorato dell’intera discografia.

Questa lista che si concentra prettamente su artisti provenienti dal deserto Californiano potrebbe essere ampliata in modo considerevole aggiungendo i gruppi che da questa scena hanno preso spunto e ispirazione, mi limito a consigliarvi i danesi CAUSA SUI artefici anche quest’anno di un bellissimo lavoro intitolato “Return to Sky”.

Ma di tutte queste entità ci occuperemo a breve con un libro che racchiuderà un po’ tutto quello che riguarda questo mondo, con interviste, discografie e curiosità.

Alessandro Bonini

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